Lituania, Lettonia ed Estonia hanno chiesto congiuntamente alla Commissione europea ulteriori finanziamenti per rafforzare le proprie capacità di contrasto ai droni, mentre il crescente utilizzo di velivoli senza pilota a lungo raggio nella guerra della Russia contro l’Ucraina alimenta le preoccupazioni sulla sicurezza del fianco orientale della NATO.

Il ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas ha dichiarato mercoledì (23 settembre) a Reuters che i tre Paesi baltici stanno cercando ulteriori finanziamenti per sviluppare capacità anti-drone. Non ha reso noto l’importo richiesto, ma il quotidiano finlandese Iltalehti ha riferito che i tre Paesi avrebbero chiesto 500 milioni di euro.

La richiesta arriva dopo l’aumento degli attacchi con droni a lungo raggio condotti dall’Ucraina contro la Russia, con alcuni velivoli che sono entrati nello spazio aereo della regione baltica. Gli episodi hanno accresciuto il timore che la guerra possa estendersi sempre più al territorio degli Stati membri della NATO.

“Stiamo valutando l’acquisizione congiunta delle capacità necessarie, dando preferenza all’industria europea della difesa”, ha dichiarato Kaunas, aggiungendo che ciò rafforzerebbe sia la resilienza della regione sia la cooperazione tra le industrie della difesa europee.

La richiesta dei Paesi baltici arriva inoltre mentre i governi europei stanno mostrando un interesse crescente per lo sviluppo di capacità anti-drone e per il rafforzamento della cooperazione all’interno dell’industria europea della difesa.

Finlandia e Ucraina rafforzano la cooperazione sui droni

Nel frattempo, l’Ucraina sta ampliando la cooperazione nel settore della difesa industriale con i partner europei. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno firmato ieri (23 settembre) a New York un accordo volto ad approfondire la cooperazione tra i due Paesi nei settori della difesa e della sicurezza.

L’accordo, noto come “Drone Deal”, stabilisce un quadro per la cooperazione sui materiali per la difesa e comprende lo scambio di tecnologie e informazioni, attività di ricerca e sviluppo, innovazione e progetti industriali congiunti.

Il governo finlandese ha dichiarato che l’accordo potrebbe favorire la cooperazione sulle tecnologie dei veicoli aerei senza pilota, rafforzando al contempo le capacità di difesa e lo sviluppo tecnologico di entrambi i Paesi.

L’intesa mira inoltre a semplificare le procedure amministrative, in particolare quelle relative alle autorizzazioni all’esportazione, per rendere più efficienti i trasferimenti di materiali e tecnologie per la difesa tra Finlandia e Ucraina.

Secondo il primo ministro finlandese Petteri Orpo, l’esperienza dell’Ucraina ha generato competenze dalle quali la Finlandia può imparare. “L’Ucraina ha sviluppato le proprie capacità e la propria industria della difesa in modo tale che noi, in Finlandia, abbiamo qualcosa da imparare”, ha affermato Orpo.

Ha aggiunto che l’accordo non rappresenta soltanto uno strumento per sostenere la difesa dell’Ucraina, ma anche un passo verso lo sviluppo dell’industria della difesa e delle forze armate finlandesi in risposta a una guerra sempre più basata sulla tecnologia.

Anche Stubb ha sottolineato che la cooperazione con l’Ucraina potrebbe aiutare la Finlandia a rafforzare le proprie capacità, consentendole di apprendere dall’esperienza di Kyiv.

L’accordo si basa sui rapporti industriali sviluppati negli ultimi mesi. Ad agosto, aziende finlandesi del settore della difesa hanno firmato accordi di cooperazione con omologhe ucraine a Kyiv; l’azienda Innokas ha pure sottoscritto una lettera d’intenti con il produttore ucraino di droni Airlogix per la realizzazione di strutture per la produzione di droni in Finlandia.

La Finlandia ha intanto annunciato il suo 34º pacchetto di assistenza militare all’Ucraina, del valore di 290 milioni di euro.

L’Australia entra nella coalizione per le capacità marittime dell’Ucraina

Nel frattempo, anche l’Australia sta ampliando la propria cooperazione in materia di difesa e sicurezza con l’Ucraina. Nella cornice dell’Assemblea generale dell’ONU, il primo ministro australiano Anthony Albanese e Zelensky hanno firmato un accordo bilaterale sulla sicurezza, che stabilisce un quadro per la cooperazione nel settore della difesa e della sicurezza.

In base all’accordo, Canberra fornirà ulteriori 60 milioni di dollari australiani di sostegno all’Ucraina. Il pacchetto comprende 45 milioni di dollari destinati a equipaggiamenti militari provenienti dalle Forze di difesa australiane, 10 milioni al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina e 5 milioni in aiuti umanitari. Il governo australiano ha dichiarato che ciò porta il totale degli aiuti forniti dall’Australia all’Ucraina a quasi 1,9 miliardi di dollari.

L’Australia entrerà inoltre a far parte della Maritime Capabilities Coalition for Ukraine, guidata da Regno Unito e Norvegia. La coalizione mira a sostenere lo sviluppo delle capacità navali dell’Ucraina, offrendo al contempo all’Australia l’opportunità di sviluppare competenze nelle moderne tecnologie marittime.

Albanese ha dichiarato che l’esperienza dell’Ucraina nella guerra contro la Russia, insieme allo sviluppo del suo settore della difesa, potrebbe fornire conoscenze preziose all’Australia.

L’Australia ha inoltre annunciato nuove sanzioni contro la Russia, aumentando le quasi 1.900 sanzioni oggi presenti verso Mosca e i suoi sostenitori e di aver limitato le attività di circa 300 navi legate alla cosiddetta «flotta ombra» russa.

Albanese ha affermato che la posizione dell’Australia è rimasta invariata dall’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, che ha definito una violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Zelensky ha accolto con favore il sostegno australiano e ha dichiarato che l’Ucraina è pronta a condividere con Canberra la propria esperienza militare e le proprie tecnologie.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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